CASAGIOVE. “Grande gioia: la Basilica Benedettina di Sant’Angelo in Formis ha superato tutte le prove italiane, le più temibili. Dopo la lunga (!!!) e complessa analisi del MIBACT fra decine di richieste, dopo l’attenta selezione fra le tante richieste pervenute dal MIBACT, appunto, alla Commissione Nazionale, l’UNESCO Italia, propone a Parigi la nostra splendida Basilica per il riconoscimento come Patrimonio Mondiale.
Abbiamo superato tutte le prove più difficili, siamo di fatto alla fine del lungo, difficilissimo percorso. Abbiamo ben ragione di essere orgogliosi. Cominciamo a far festa perché è e deve essere festa per le Basiliche Benedettine, per Sant’Angelo in Formis, per Capua!”. Così la docente Jolanda Capriglione ci annuncia attraverso i media l’emozione che in queste ore provano non solo i santagiolesi ma tutti coloro che da anni caldeggiano la nomina a Patrimonio dell’Umanità della Basilica benedettina di San Michele Arcangelo a Sant’Angelo in Formis. Luogo di culto già ai tempi in cui sorgeva il tempio dedicato a Diana tifatina; un tesoro che nel tempo ha avuto la fortuna di riuscire a preservare gli affreschi di scuola bizantino-campana che decorano l’interno e che costituiscono uno tra i più importanti e meglio conservati cicli pittorici dell’epoca nel sud Italia. Neanche il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari durante le sue visite in loco non è rimasto immune dal subire il fascino delle meraviglie artistiche della basilica tanto che negli scorsi anni aveva manifestato sentimenti di profonda tristezza legati a lavori di ristrutturazione bloccati e ad un ponteggio invasivo istallato nel a partire da febbraio 2008, quando si pensava che fosse transitorio. Un’indignazione forte quella del noto filosofo utile a risollevare il problema davanti alle autorità nazionali ed internazionali predisposte alla tutela del patrimonio storico-artistico. Tuttavia l’artefice iniziale di questa conquista legittima è il reverendo parroco della Basilica don Franco Duonnolo, rettore del sito e collaboratore Cei nel ruolo di “esperto in beni culturali ecclesiastici”. Don Franco si è da sempre battuto assieme a numerosi professionisti locali per la salvaguardia della struttura e affinché il sito cadesse sotto il patrocinio dell’UNESCO come importante opera artistica del Mezzogiorno. Per i cultori e gli amanti della storia dell’arte e per tutta la comunità, dopo i riconoscimenti eccellenti che sta conquistando la Reggia di Caserta, la nomina dell’Abbazia di Sant’Angelo in Formis rinvigorisce gli animi e continua a farci sperare.
La Basilica Benedettina di Sant’Angelo in Formis verso il riconoscimento UNESCO. La gioia della CAPRIGLIONE http://www.vivicasagiove.it/notizie/24773-2/
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