CASAGIOVE. Ancora una settimana di lavoro volge al termine, eppure si ha come la sensazione che non sia trascorsa una settimana come le altre. Giorni intensi scanditi da una forte preoccupazione per il destino amministrativo, e non solo, della nostra cittadina. Da un’attenta analisi emergono nuovi richiami dal mondo politico locale e si preannunciano alzati i sipari sulla scena che ci condurrà fino alla data delle votazioni a suon di botta e risposta tra gli esponenti dei vari gruppi. Molti saranno i gladiatori che entreranno nell’arena; volti noti, meno noti, nomi di vecchie maggioranze e minoranze senza, magari, escludere anche una buona fetta di rappresentanza giovanile. I giovani, il futuro! Io, onestamente credo, che a questo punto non importa chi siano, ma cosa siano. Casagiove non è la città ideale di Tommaso Campanella. A noi cittadini ora servono azioni di carattere pratico. “Molti si sono immaginati principati che non si sono mai visti né conosciuti essere in vero”. Giá un certo Machiavelli nel 1500 ci ragguagliava spiegando perché un sovrano deve essere più che mai realista: la politica deve adeguarsi necessariamente alla contingenza dei fatti che accadono realmente e non inseguire utopie e chimere che finiscono necessariamente per allontanarsi dai fatti e “scadere” nell’eccesso di astrazione idealistica. I casagiovesi, fiero di esserlo, non chiedono soluzioni surrealistiche e la politica non deve offrire prestigiatori, ma risolutori che non escano dal mandato con le ossa rotte. Oramai non c’è più tempo di correggere gli errori, anche quelli grossolani (cinema Vittoria, ASL, scuola Rodari in primis). Giunti sul finale di questi anni si fa una stima e purtroppo tra dati oggettivi insoddisfacenti e problematiche interne, chi ci ha rimesso siamo tutti noi spettatori di un assetto di cose molto poco commendevoli. Nel frattempo però il clima di esasperazione che dilaga si sta scontrando sempre più con la tenacia di una popolazione che non ha voglia di arrendersi dimostrandolo con una forte azione partecipativa anche on line attraverso ViviCasagiove: molte persone ci raccontano le loro opinioni o scrivono apertamente lettere denunciando situazioni di emergenza. A questo punto, però, mi sento in dovere di fare ulteriori riflessioni sul potere decisionale che ogni cittadino può esercitare all’atto della votazione. Fare segnalazioni oppure essere sensibili alla lettura delle critiche non basta. Essere cittadino attivo equivale a porsi consapevolmente dinnanzi ad una scelta andando oltre il proprio interesse e abbracciando l’idea del bene comune. I nostri rappresentanti politici non sono chiamati a rivestire un ruolo ancillare. Quanti di noi sarebbero disposti a scendere in prima linea, a mettere in atto le iniziative giuste per rispondere alle esigenze espresse da ognuno? E’ pur vero che è sempre più radicata l’idea che la politica sia diventata uno strumento di lotta per un potere asservito a interessi individuali e settoriali, di posizionamento e occupazione di spazi, piuttosto che di gestione di processi. In questo modo non ci sono maggioranze e opposizioni, ma solo una grande e democratica sconfitta collettiva.
L"EDITORIALE DEL DIRETTORE - Casagiove, nuovo atto di una tragicommedia già vista http://www.vivicasagiove.it/notizie/24656-2/
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