“Deadpool”
Genere: Azione, Fantascienza, Commedia
Regia: Tim Miller
Sceneggiatura: Rhett Reese, Paul Wernick; basato sul personaggio di Fabian Nicieza e Rob Liefeld
Cast: Ryan Reynolds, T.J. Miller, Morena Baccarin, Ed Skrein, Stefan Kapičić, Brianna Hildebran
Anno: 2016
Durata: 108′
Trama:
Deadpool è il più improbabile dei supereroi, non ha scelto lui di essere super ed tutto è tranne che un eroe: è un ex soldato delle forze speciali che è stato reclutato per un misterioso esperimento che lo trasformerà profondamente, donandogli l’immortalità ma lasciando il suo volto e il suo corpo devastati dalle cicatrici. Così inizierà a dare la caccia a coloro che l’hanno ridotto in quello stato, senza fermarsi davanti a niente e nessuno.
Recensione:
‘Deadpool‘ è decisamente uno dei film più attesi del 2016 dal grande pubblico nerdone di tutto il mondo. Certo, ci sono ‘Captain America: Civil War‘, ‘Batman v Superman: Dawn of Justice‘, ‘X-Men: Apocalisse‘, ‘The Divergent Series: Allegiant‘, ‘Warcraft: L’inizio‘, il nuovo ‘Ghosbusters‘ al femminile, ‘Il libro della giungla‘ in live action, ‘Suicide Squad‘, ‘Star Trek Beyond‘, ‘Alla ricerca di Dori‘, ‘Kung Fu Panda 3‘, ‘Doctor Strange‘, ‘Alice attraverso lo specchio‘, ‘Animali fantastici e dove trovarli‘, ‘10 Cloverfield Lane‘, ‘Indipendence Day – Rigenerazione‘, ‘Rogue One‘ e persino i film di ‘Assassin’s Creed‘ e ‘Angry Birds‘.
Di cosa stavamo parlando? Ah, si, ‘Deadpool‘, si.
Il film inizia subito con una chiara esposizione del proprio stile comico e metareferenziale, con dei titoli di testa (anche se alcuni di questi hanno dimenticato di tradurli in italiano) volti a prendere in giro i creatori stessi del film, titoli che hanno come sfondo una sorta di ‘fermo immagine tridimensionale’ di una delle sequenze d’azione fondamentali, spettacolare e comicamente volgare nella sua messa in scena. Solo da questo si può benissimo supporre la direzione che prenderà l’intero film, supposizione che la successiva ora e 48 minuti non faranno che confermare. ‘Deadpool‘ è un film (parzialmente) ignorante che vuole divertire, che non si prende per nulla sul serio, anzi, che vuole fare il verso proprio a quei supereroi tanto seri e con tanti soldi alle loro spalle. Il budget del film è, infatti, notoriamente il più basso mai investito per un film di supereroi mainstream, e questo si può benissimo notare dalla presenza di attori semi-sconosciuti al fianco delle uniche superstar Ryan Reynolds e Morena Baccarin e da una computer grafica non sempre di altissimi livelli, ma fortunatamente nessuna di queste due cose influisce sul risultato generale, anzi, contribuiscono all’atmosfera ‘sporca’ e ‘poco convenzionale’ del tutto. Uno dei motivi per cui era particolarmente atteso l’arrivo al cinema di questo personaggio era non solo per la sua caratteristica vena comica e satirica spiccatamente fuori le righe, ma anche e soprattutto per le sue frequenti e originali rotture della Quarta Parete.
Breve ricapitolo di teoria: la Quarta Parete è quella parete ideologica che divide lo spettatore dall’opera artistica che sta guardando/ascoltando/leggendo, la parete che non permette al mondo reale e al mondo rappresentato di interagire. Talvolta può accadere che un personaggio della rappresentazione interagisca direttamente con il suo fruitore, nel caso cinematografico parlando guardando in camera o riferendosi allo spettatore direttamente.
I fan più accaniti del personaggio si ritengono intellettuali particolarmente superiori per il solo fatto di essere già a conoscenza di questa particolare tecnica espressiva e per il fatto che il loro beniamino sarebbe l’unico nella storia dell’arte capace di poterne fare uso, avvalendosi spesso di termini come ‘post-moderno’ pur non conoscendone esattamente il significato. Ebbene, in realtà si tratta di un tipo di linguaggio che, cinematograficamente parlando, esiste da quando esiste il cinema stesso, ma è interessante comunque notare il modo in cui viene implementato all’interno di ‘Deadpool‘. Più e più volte nel corso del film, il protagonista si ritroverà ad interagire direttamente con il film stesso, modificandolo (spostando via la telecamera per non mostrare un’azione troppo cruenta), commentandolo (lamentandosi del basso budget) o persino contestualizzandolo nell’Universo Cinematografico Marvel: una delle gag ricorrenti del film è quella sulla linea temporale sfalsata dei film riguardanti gli X-Men, una questione inutilmente complicata che solo chi ha visto tutti gli altri film precedenti potrà (forse) capire, che qui viene schernita riuscendo a far scattare un sorriso sul volto dei fan più attenti, e per ‘attenti’ si intende principalmente ‘nerd’. ‘Deadpool‘ cita persino Ryan Reynolds, l’attore stesso che lo interpreta, menzionando visivamente o attraverso vari dialoghi alcuni ruoli supereroistici precedenti, come quello in ‘Lanterna verde‘ o ‘X-Men le origini – Wolverine‘, ruoli decisamente dimenticabili, la cui derisione risulta, in questo caso, perfettamente giustificata. Le svariate rotture della Quarta Parete e, in generale, tutti i momenti comici che questo film offre, si manifestano in svariati modi, riuscendo sorprendentemente a toccare vette alquanto sofisticate per un film di questo tipo (un esempio è il commento sulla “Sedicesima Parete” o gli innumerevoli riferimenti alla cultura pop cinematografica, musicale e non solo) per poi ricadere poco dopo in una melma infantile con battute dalla volgarità forse fin troppo facile e scontata, ma che dopotutto fanno parte della follia del personaggio, quindi si riescono ad accettare anche se con una smorfia sul viso. Altri problemi che macchiano un film altrimenti di tutto rispetto sono dei personaggi secondari un po’ troppo cliché e poco approfonditi (i comprimari, ma soprattutto il cattivo, molto stereotipato e poco convincente) così come la struttura generale della trama, che, salti temporali a parte, poco diverge dalla formula standard e classica dell’origine del supereroe, sprecando un occasione per poter sperimentare con una storia meno convenzionale.
In definitiva, è un film non per tutti. Ma non perché sia particolarmente cervellotico o complesso, piuttosto perché la sua violenza e la sua volgarità potrebbero spiazzare uno spettatore più conservatore, e soprattutto perché le sue infinite e velocissime citazioni potrebbero confondere i meno nerd. Ma ‘Deadpool‘ rimane un film senza troppe pretese, che riesce ad intrattenere malgrado alcune pecche e che fa ben sperare in un sequel (a quanto pare già in lavorazione) che, con un budget maggiore (considerando gli incassi stellari fatti da questo primo film), può permettere agli autori di osare ancora di più, spingendo ancora più oltre la frenesia e il potenziale comico di questo personaggio.
Voto finale: 7.5/10
Deadpool: la recensione di Mauro Simonetti (dalla rubrica "ViVi il Cinema") http://www.vivicasagiove.it/notizie/28799-2/
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