Nel mio ultimo articolo dedicato agli strani e curiosi personaggi che popolano più o meno occasionalmente i treni italici, ho dedicato troppo poco spazio a quelli che io chiamo “Gli iracondi a tutti i costi”; passeggeri degli Intercity, come ho detto, più o meno occasionali, che, regolarmente muniti di titolo di viaggio, arrivano nella propria carrozza e al proprio posto con un’albagia che nemmeno la Regina Elisabetta II d’Inghilterra nelle visite ufficiali all’estero mostra. Pieni di sé e con biglietto in mano, tante, troppe volte, guardano con la tipica ira funesta del Pelìde Achille, il povero malcapitato di turno (come già detto nel precedente pezzo, pendolare regolarmente abbonato ma, proprio per questo, privo di posto a sedere garantito), che ha osato appoggiare, ignaro che il posto fosse stato occupato con l’emissione del biglietto, le sue pendolari chiappe sul SUO posto! Purtroppo, infatti, capita molte volte che l’acquirente viaggiatore sia così convinto di aver vinto la Lotteria di Capodanno con quel biglietto in mano, che perda di vista anche le più elementari regole di convivenza civile. Alla scrivente, ad esempio, sono capitate tante di quelle situazioni al riguardo, che nemmeno le ricorda più tutte (anche perché ha poi deciso, sfinita e sconfitta da cotanta crudeltà, di comprare un confortante carnet di prenotazioni da utilizzare in abbinamento al suo abbonamento mensile!). L’ultima ha visto protagoniste proprio me e la mia cara collega dirimpettaia di classe; non sto qui a dilungarmi nel raccontare come ci sia stato intimato di cambiare posto “solo” per uno spiacevole e sciocco equivoco. Si sa, però, che il mondo è bello perché vario, ma, in quest’ultimo caso, è apparso più avariato che vario. E i casi sono innumerevoli. La maleducazione, ahimè, in questi casi traspare, anzi no, molte volte, è chiaramente manifesta: Mi chiedo ancora, dopo sette anni, come una persona in un luogo pubblico il più delle volte affollatissimo, possa pensare di relazionarsi, anche solo per pochi istanti, con una persona totalmente sconosciuta e magari mai vista prima, utilizzando un tono che va al limite del civile vivere. Ancora mi indigno, anche se a quest’ora dovrei avere un callo duro come il marmo. Probabilmente perché odio la maleducazione, se poi è applicata al luogo dove, personalmente, per andare a lavorare, passo gran parte della mia giornata, non mi sale il nervoso, mi sale proprio il crimine a discapito dell’aplomb!!!
“Il fortunato vincitore” (dalla rubrica "La Pendolare") http://www.vivicasagiove.it/notizie/il-fortunato-vincitore-dalla-rubrica-la-pendolare/
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