CASERTA. IL nostro sistema politico – costituzionale non aiuta il nostro premier Matteo Renzi un outsider che non ha nulla a che vedere con la vera sinistra. Il suo governo sta distruggendo giorno dopo giorno il nostro Paese, sta sparendo dentro di noi il senso nazionale, risvegliando nel nostro paese i privilegi, ma soprattutto i corporativismi.
Il giovane uomo senza peli sulla lingua che prometteva aria nuova, idee nuove, facce nuove: e gli si poteva credere dal momento che era lui innanzi tutto, con il suo modo d’essere, a incarnare ognuna di queste cose. Certo, si capiva che dietro non aveva molte letture e vattelappesca quali studi, ma questa era roba da <Prima Repubblica>. Nella seconda bisognava rinunciare a certe fisime politiche. . Renzi rappresentava uno stile — allora non poteva essere altro — ma appariva uno stile troppo nuovo per non essere garanzia anche di vere novità. Era di sinistra?
No per noi non è di sinistra, ma soprattutto non rappresenta neanche quella sinistra democristiana di Moro, di Carlo Donat-Cattin, che lui sbandiera ancora oggi a 360 gradi.
Quel che è certo è che il nostro sistema politico-costituzionale è stato completamente distrutto. In Italia, l’outsider, l’uomo fattosi da solo, non può diventare l’uomo solo al comando: non lo consentono né le regole,ne la parola, né la tradizione. Da noi la solitudine dell’outsider è destinata a divenire solo isolamento. Per cercare in qualche modo di evitarlo — e non avendo alleati di peso né fuori né dentro il suo partito — al nuovo premier, allora, non è restato che contare sui fedelissimi e sulle amicizie. Con i fedelissimi ha costituito il suo “inner circle” con una parte del governo; l’altra parte dell’esecutivo l’ha riempita di mediocri, ma soprattuto politici scarsi che senza di lui sarebbero stati ancora oggi zero: e che essendone consapevoli sono totalmente ai suoi ordini. Il prezzo da pagare è stata la pulsione a scegliere tutti lui, a volere dappertutto solo i suoi, un esasperato accentramento di ogni cosa sulla propria persona; nell’azione quotidiana, poi,pesa l’assenza al fianco del premier di competenze e di figure forti per autorevolezza ed esperienza; in generale, al vertice del potere, un’aria sgradevole di arroganza da un lato e di prono ossequio dall’altro.
Le sue vergognose improvvisate, a rilanciare le proprie fortune con nuove leggi elettorali ad hoc. E a cercare di fingere il pubblico con periodici gesti di munificenza rivolti sia ai meno abbienti (gli 80 euro ai lavoratori dipendenti con meno di 26 mila euro di reddito annuo, poi i 500 euro agli insegnanti e ai neo-maggiorenni) che ai ricchi (cancellazione dell’Imu su qualunque patrimonio immobiliare).
Noi “LAVORATORI DEL BACINO DI CRISI DI CASERTA” diciamo no NO AL DECISIONISMO. Siamo contro il decisionismo del premier – e in questa affermazione ci uniamo con la minoranza del Pd e con Vendola – il vulnus principale del governo attuale: «Temi di questa natura chiedono che tutti cambino, non che arriva il fenomeno che pensa di risolvere da solo i problemi. Non è la strada utile. Siamo di fronte a difficoltà serie, non di fronte a problemi semplici: per questo ci vorrebbe la pazienza di un confronto».
Mediazione è il termine che manca al lessico decisionista di Renzi, «Rifiutare il confronto, cancellare le forme di rappresentanza intermedia è una cosa grave, il governo ascolta solo la Confindustria. Ma noi non abbiamo solo dei no, noi abbiamo delle proposte e vogliamo cambiare tutto».Non si può condannare a morte l’economia di “Terra di Lavoro,” non si possono risolvere con i corsi di formazione la vita dei 2500 operai del “BACINO DI CRISI DI CASERTA”. Noi vogliamo chiarezze per il futuro ma condanniamo Renzi il distruttore di decenni di conquiste nel diritto del lavoro. «Quello che sta facendo il governo Renzi non era mai successo nella storia del nostro Paese: si mettono in discussione principi della Costituzione e qui c’è una regressione pericolosa e grave». Ecco perché non ci sentiamo rappresentati in questa nazione. Da ora non ci sentiamo più italiani !!!
Bacino di Crisi Caserta
I lavoratori del Bacino di Crisi di Caserta rispondono a Renzi: "Hai condannato a morte l"economia di Terra di Lavoro" http://www.vivicasagiove.it/notizie/lavoratori-bacino-crisi-risposta-al-discorso-renzi-ai-giovani-confindustria-sul-referendum/
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