giovedì 23 giugno 2016

Agnese Ginocchio: "L"educazione alla Pace come arma contro la violenza "

ALIFE – In seguito ai recenti e gravi atti vandalici accaduti a danno del parco giochi e ai fenomeni di microcriminalità che si stanno verificando ultimamente nella Città, come lo sfascio del portellone di vetro anteriore un’auto avvenuto durante la notte scorsa, e all’indomani della terrificante notizia della morte di una bambina a S. Salvatore Telesino, ennesima vittima della brutale violenza dell’uomo, interviene nuovamente la testimonial per la Pace Agnese Ginocchio all’indomani del presidio svolto contro la violenza a difesa dei diritti degli spazi dei bambini e degli adolescenti: “Ormai siamo nel pieno dell’ emergenza educativa! Con quello che sta accadendo non c’è via di sbocco. Sempre più convinta che bisogna fare barriera di opposizione al male. E per far ciò bisogna investire in educazione e valori a partire dalla formazione alla Pace che rappresenta il “no” alla violenza. Noi non pensiamo all’apparenza è alle belle promesse, oggi ci interessa soprattutto il futuro dei giovani. In qualità di rappresentante di un’ Istituzione impegnata a promuovere la Pace, unica alternativa che resta all’uomo agli scontri di civiltà, mi pongo una domanda molto importante: cosa possono fare i genitori per educare i figli verso il prossimo? Si può fare moltissimo, e bisogna partire fin da piccoli. Il discorso sull’educazione deve cominciare dai valori e dall’esempio che si trasmette in famiglia. Normalmente si pensa che il tema della violenza sia connesso a quello dell’uomo macho: E’ vero l’opposto, che cioè gli uomini violenti hanno molto probabilmente un deficit di virilità, sono vittima dei traumi risalenti a carenze affettive legate alla figura paterna, o che a loro volta hanno subito sulla loro pelle una violenza familiare da piccoli. Il padre era sostanzialmente assente o ne hanno conosciuto solo il lato duro. Si è formato in loro una sensazione di profonda devozione e conferma che non hanno trovato da piccoli. Nel caso in cui parliamo di violenza femminile, l’uomo quando non viene soddisfatto passa direttamente alla violenza. La virilità invece è un’altra cosa, un concetto dove si cerca di applicare la capacità del farsi rispettare, rispettando gli altri – è una fermezza profonda, un coraggio particolare nell’affrontare la vita. La sua genesi è educativa ed i genitori possono attuare molto. Ricordiamoci che bisogna evitare la presenza conflittuale nelle famiglie. Per evitare tutto questo conflitto, bisogna prima di tutto liberare i nostri bambini dall’eccesso totale di soffocamento,non viziarli, non costringerli ore e ora davanti alla Tv, al telefonino, al computer. Non lasciarli troppo tempo da soli, ma sorvegliarli. Bisogna trovare il tempo di dialogare con i propri figli, educarli alla coscienza, al coraggio, al discernimento delle proprie azioni, per far ciò occorre che gli adulti siano formati, perché non si può educare i giovani alla Pace se prima non si è educatori alla Pace. La scelta educativa è decisiva.  Ci vuole sempre una presenza dei familiari che educhi il figlio verso la vera responsabilità. Ultimo tassello per completare la formazione: aiutare il proprio figlio a educarsi alla nonviolenza. Per questo il litigio va sempre scongiurato e sostituito al confronto e al dialogo quale metodo risolutivo. I nostri giovani dovranno imparare a confrontarsi da piccoli, potranno sviluppare competenze preziose per il proprio futuro di uomini adulti. Ricordiamoci che l’educazione, in particolare l’educazione alla Pace, aiuterà l’uomo ad essere una persona adulta cresciuto sempre nel rispetto delle regole migliori, solo così potremo eliminare ogni forma di violenza. Così come nel piccolo così come nel grande”.

 



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