CASERTA. “Le mie alunne ter***e non vengono in gita scolastica a Verona, non sanno cosa si perdono“. L’autore di queste parole, divulgate ieri attraverso un noto social network, ha adoperato degli asterischi come per camuffare un termine che ha in sé la matrice del disprezzo. Poche righe sono bastate per lasciar traccia della sua “sensibilità” da educatore nei confronti delle sue allieve, tutte frequentanti un istituto d’arte del casertano. Le destinatarie di questo messaggio, impossibilitate ognuna per motivi strettamente personali a prendere parte ad una gita scolastica nella città scaligera, con la loro rinuncia al viaggio programmato hanno evidentemente suscitato l’ira del docente in questione; un uomo che vanta un profilo professionale brillante e una pluriennale esperienza artistica maturata proprio in quel di Verona. Il ritorno forzato nella terra d’origine sembrerebbe essere stato non ancora metabolizzato, visto che l’insegnante manifesta apertamente la sua intolleranza al modus operandi del Sud e, come egli stesso asserisce, godrebbe nel vedersi trasferito di nuovo. Intanto, un pensiero soggettivo espresso attraverso un post ha innescato nuovi commenti diffamatori e segregazionisti. Ai nostri occhi risulta totalmente inammissibile che un docente non ne abbia previsto le conseguenze offensive. Gli ex alunni veronesi del “Prof.” infatti hanno da subito inveito contro le ragazze definendole terrone, razziste, sfigate e presuntuose. Ironicamente, un vero esempio di virtù. A quanto pare quest’uomo sembra non aver ancora recepito l’importanza educativa e morale dell’incarico che ricopre. Proprio oggi ricorre la festa della italiana e nelle scuole di primo grado i bambini sono chiamati ad intonare l’inno di Mameli. Una tradizione introdotta per fomentare il senso di unità nazionale nonostante esistano diverse forme di pluralismo culturale regionale. Tuttavia, dinnanzi a questo sintomo della caducità dei valori da casertana mi assale un pensiero: mentre da un lato esistono persone di qualità come Mauro Felicori che si sta battendo per la nostra Terra, dall’altro ci troviamo disarmati da piccoli uomini che conducono battaglie a favore della disuguaglianza sociale e del pregiudizio e che, ancor peggio, ripongono il seme della discordia nei giovani che hanno bisogno di sentirsi guidati. Ma da chi?! Tutto questo impone una riflessione, affinchè non si corri il rischio di screditare l’intero corpo insegnante svuotandolo delle ottime qualità che possiede. In uno Stato che pretende una rivoluzione della scuola italiana, noi crediamo che la vera rivoluzione è incarnata dagli ideali positivi che un insegnante riesce a coltivare giorno giorno nei suoi allievi.
CASERTA. Prof. insulta studenti su Facebook: siete terroni... LO SCREEN DELLA VERGOGNA! http://www.vivicasagiove.it/notizie/caserta-prof-insulta-studenti-facebook-siete-terroni/

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