La promozione della tutela e della salvaguardia ambientale è una delle problematiche più inflazionate di questo momento di campagna elettorale. Da ogni parte, indipendentemente dallo schieramento, i candidati hanno arricchito i loro programmi politici di idee protese a divenire probabili atti eroici a favore dell’ambiente e della salute del cittadino. Lo scetticismo del popolo intriso di amarezza per quello che fin qui non è mai avvenuto, però, porta il cittadino comune a rafforzare la consapevolezza che nulla di tutto ciò di cui ci si riempie la bocca oggi in cambio di un voto effettivamente troverà realizzazione. Molte persone sono stanche di sentirsi prese in giro. Discorsi marchiati di retorica, attività programmatiche che non hanno riscontro con il dato reale. La verità è che in Comuni come quello di San Prisco le operazioni di segnalazione, denuncia alle autorità comunali e, soprattutto, di pulizia delle aree più degradate sono state effettuate da un esiguo gruppo di uomini che negli anni hanno soltanto collezionato il silenzio di un’amministrazione sorda ad ogni richiamo di emergenza territoriale fino poi a soccombere definitivamente dopo il processo di commissariamento dell’amministrazione comunale. Il signor Giuseppe Paolino è tra le persone che si sono sempre battute per la protezione ambientale del proprio Comune di appartenenza. Da vari anni il suo interesse è stato rivolto alla bonifica e alla pulizia di aree abbandonate della periferia cittadina: zona parcheggio del cimitero, area pedemontana e colli Tifatini. Punti in cui, nonostante le misure di video-sorveglianza notturna probabilmente non funzionanti, ignoti hanno proceduto indisturbati a sotterrare amianto, pneumatici fuori uso e ogni sorta di materiale di natura pericolosa o meno. È pur vero che la materia ambientale e il trattamento dei rifiuti speciali purtroppo non ha mai fatto presa sul buon senso del vivere comune. Paolino ha avuto l’accortezza di fotografare i cumuli di rifiuti che sotto gli occhi di tutti campeggiano a cielo aperto; immagini inconfutabili che mettono spalle al muro sì un’amministrazione negligente, ma anche i cittadini che hanno continuato a riversare e abbandonare elettrodomestici, rifiuti ingombranti, materassi, rifiuti da demolizione, tubi in gomma, pneumatici fuori uso e, addirittura, interi cartoni con giocattoli per bambini. Chi poteva attivarsi per impedire che lo scempio continuasse? Una prima azione di bonifica dell’area adiacente al cimitero è stata effettuata proprio su segnalazione di questi cittadini attenti ed indignati. Ma a nulla è servito e oggi il signor Paolino torna a denunciare il degrado più assurdo. Sotto quelle terre esiste ancora l’amianto e, si sa benissimo a cosa si va incontro. L’azione del singolo o anche di un piccolo gruppo di uomini buoni armati di pale oltre ad essere un esempio di civiltà deve servire a far vibrare le coscienze, ma non ci si può aspettare che questi attivisti riescano da soli a poter fronteggiare una situazione che è innanzitutto un problema sociale di larga portata. Su questo deve intervenire necessariamente la politica fatta di azione e non solo di validi propositi. Urge un pragmatismo che coinvolga anche culturalmente la massa agendo in primis sul grande senso di appartenenza e di amore per la propria terra. Non si può più aspettare che San Prisco offra la peggior immagine di sé a danno delle bellezze naturali. Questa situazione va pubblicamente resa nota, non considerata marginale e presto risolta.
Terra dei fuochi, Giuseppe Paolino ai candidati sindaco: "Dove eravate quando denunciavamo l"emergenza rifiuti a San Prisco?" http://www.vivicasagiove.it/notizie/terra-dei-fuochi-giuseppe-paolino-ai-candidati-sindaco-eravate-denunciavamo-lemergenza-rifiuti-san-prisco/
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