giovedì 2 giugno 2016

Speciale Elezioni. Il candidato sindaco Antonio Terraccia (Voltare Pagina): diffidare dei millantatori

Ora che siamo giunti al termine della campagna elettorale, vorrei invitarvi ad ascoltare in modo critico ciò che ancora viene proposto; come sempre, tutti sono pronti a promettere ciò che al cittadino fa piacere sentirsi dire oppure a millantare capacità amministrative, ma è sufficiente approfondire un minimo per vedere che spesso “è tutto fumo e niente arrosto”.


A titolo di esempio, prendo spunto da candidati a consiglieri e sindaci di altre liste che spesso hanno parlato di “baratto amministrativo”, presentandolo come una grande innovazione che, senza entrare troppo nel dettaglio tecnico, troverebbe legittimazione nell’articolo 24 del decreto legge 133/2014, cosiddetto “Sblocca Italia”, qui consultabile: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/09/12/14G00149/sg


Nei loro programmi, è scritto testualmente quanto segue:


• Programma “Casagiove Adesso”, pagina 5: “Presentare il progetto chiamato “BARATTO AMMINISTRATIVO”, che consiste nel consentire alle famiglie in difficoltà di poter onorare i loro tributi fornendo un servizio professionale al Comune”;

• Programma “Casagiove riparte… con coraggio”, pagina 5: “Istituzione del Baratto amministrativo, uno strumento di collaborazione in termini di manutenzione e servizi da parte dei cittadini in difficoltà economiche, al fine di permettere di “barattare” il pagamento delle tasse comunali con lo svolgimento di lavori di pubblica manutenzione e pulizia”.

Anche durante l’intervista ai candidati sindaci andata in onda ieri su TV Luna 2, entrambi i candidati sindaci delle suddette liste hanno presentato personalmente l’idea di consentire alle famiglie in difficoltà economiche di sanare i propri debiti con l’amministrazione locale in cambio di lavori utili alla comunità.


Ebbene, se non ci si ferma ai facili proclami elettorali, è sufficiente digitare “baratto amministrativo” su Google per vedere che i primi risultati della ricerca fanno riferimento alla “bocciatura” da parte della Corte dei Conti di tale istituto, che così impostato potrebbe provocare da parte degli amministratori locali un danno erariale al proprio Comune (Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per l’Emilia Romagna, Deliberazione n. 27/2016/PAR – http://tinyurl.com/baratto-amministrativo).


La delibera della Corte, riassumendo e semplificando, innanzitutto ribadisce che è “necessario che sussista un rapporto di stretta inerenza tra le esenzioni e/o riduzioni di tributi che il Comune può deliberare e le attività di cura e valorizzazione del territorio sopra indicate che i cittadini possono realizzare”; quindi, si potrebbe stabilire che chi pulisce uno spazio pubblico può aver diritto ad uno sconto sulla Tassa sui Rifiuti ma non su altre imposte, perché è sulle spese per i rifiuti che il Comune otterrebbe un risparmio.


Ma il punto fondamentale di tale delibera è la totale, inequivocabile bocciatura della millantata possibilità di sostituire il pagamento delle imposte con attività a favore della collettività, a maggior ragione nel caso si tratti di debiti pregressi, in quanto “tale ipotesi non solo non rientrerebbe nell’ambito di applicazione della norma … ma potrebbe determinare effetti pregiudizievoli sugli equilibri di bilancio”, cioè il paventato danno erariale, poiché i debiti tributari del cittadino sono iscritti tra i residui attivi dell’ente e la loro mancata riscossione determinerebbe una mancanza di fondi previsti in bilancio.


Inoltre, già la norma del decreto Sblocca Italia prevede testualmente che l’eventuale agevolazione concessa sia per un periodo limitato; le delibera della Corte che ne chiarisce l’ambito applicativo e prospetta il danno erariale nel caso la stessa sia snaturata con la compensazione di debiti pregressi è di marzo 2016… I programmi sono stati pubblicati a maggio 2016: chi ancora promette il pagamento degli arretrati tributari con il baratto amministrativo è semplicemente non informato, cosa già di per sé censurabile quando ci si propone di guidare un Comune, oppure è il solito furbo politicante “tutto fumo e niente arrosto”?


Infine, una domanda scherzosa ma non troppo: l’imposizione di tributi o la sostituzione di essi con prestazioni in natura a vantaggio di chi governa un territorio, non vi ricorda qualcosa? Per la risposta, un suggerimento direttamente da Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Corv%C3%A9e): “Corvée è un termine francese utilizzato nelle società feudali per indicare un tipo di prestazione dovuta da parte del vassallo o schiavo al signore feudale tramite giornate di lavoro gratuito”. La grande innovazione, l’intervento sociale a sostegno dei cittadini di difficoltà economica, il grande cambiamento rispetto al passato con cui ci si presenta, oltre che criticabile legislativamente, alla prova dei fatti si riduce a qualcosa che ha forti similitudini con un istituto medioevale, già criticato dai tempi dei Promessi Sposi, soprattutto per la sua iniquità verso le classi meno abbienti? Ed allora, viva Don Rodrigo!


Antonio Terraccia


Candidato Sindaco per Voltare Pagina



Speciale Elezioni. Il candidato sindaco Antonio Terraccia (Voltare Pagina): diffidare dei millantatori http://www.vivicasagiove.it/notizie/speciale-elezioni-candidato-sindaco-antonio-terraccia-voltare-pagina-diffidare-dei-millantatori/

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