Il 1 marzo 1773, l’intero Regno di Napoli perse una gloria “artistica”, l’architetto di origini olandesi Luigi Vanvitelli. Soprattutto il “Real Sito di Caserta” sentì maggiormente la perdita di questo illustre personaggio alla corte di Sua Maestà re Carlo III di Borbone, poiché è proprio in Caserta che esalò l’ultimo respiro.
Quando Vanvitelli ebbe l’incarico di progettare il “maestoso” Real Palazzo, egli dimorava in un abitazione situata nell’allora Villaggio Torre (attuale Caserta centro), precisamente nel quartiere detto “La Santella”, dove è attualmente situata la sconsacrata chiesa di Sant’Elena imperatrice. L’atto di morte venne redatto dall’allora parroco della chiesa di San Sebastiano martire ( l’Atto di morte è attualmente conservato presso l’archivio della parrocchia di San Sebastiano in Sant’Agostino, sita in via Mazzini) , in quel periodo avente sede nella chiesa del SS. Redentore (oggi sede del Museo diocesano casertano). Benché legato alla chiesa della “Santella”, Vanvitelli espresse il desiderio di essere sepolto nella chiesa di San Francesco di Paola, all’epoca retta dai padri Minimi con l’annesso convento.
Luigi Vanvitelli decise di farsi tumulare nella chiesa dei minimi (ordine fondato dal Santo calabrese), poiché nel tempo, soprattutto per motivi legati al lavoro, strinse rapporti di stima ed amicizia con gli stessi monaci, e grazie a questi ultimi “rapporti” iniziò a nutrire una certa devozione verso san Francesco di Paola. Egli infatti, fu legato anche al convento dei minimi che ancora oggi si erge sulla collina di Pozzano, presso Castellammare di Stabia (NA), e nel santuario dedicato alla Vergine di Pozzano, “trasformò” la sacrestia, in cui sono custoditi interessantissimi dipinti degli artisti settecenteschi Sebastiano Conca (nativo di Gaeta) e Giacinto Diano (nativo di Pozzuoli).

(La facciata della chiesa parrocchiale di San Francesco di Paola)
1 marzo 1773: quando Vanvitelli "passò a miglior vita" http://www.vivicasagiove.it/notizie/1-marzo-1773-quando-vanvitelli-passo-a-miglior-vita/
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