Non è facile ricostruire la vita di un qualunque individuo, che molto tempo fa ha attraversato le strade della nostra cittadina. Innanzitutto, per dare inizio a questo tipo di ricerca, è opportuno consultare i “Libri dei Battezzati”, nel caso specifico, quelli risalenti al XIX secolo, per fortuna ben conservati e da poco ben riordinati, per volontà del parroco don Lorenzo Maggetto, supportato dalla nostra sensibilità culturale.
Di questa personalità, di nome Giuseppe Mingione (pare che il cognome “Mingione”, esistesse già a partire dal XVI secolo, derivante da “Mongion”, trasformato poi in “Mingione”), allo stato attuale conosciamo ben poco: sappiamo solo che egli faceva parte di una nobile famiglia, che dimorava nel vicolo di via Santa Croce, situato lungo il fianco sinistro della chiesa dell’ Arciconfraternita di Sant’Antonio di Padova. La curiosità nel conoscere Giuseppe Mingione, si fece sentire qualche tempo fa, quando una persona ci comunicò che diverse suppellettili sacre, custodite nella Congrega di Sant’Antonio, furono donate “per devozione” dal Mingione in persona. Successivamente, iniziamo a “spulciare” diversi documenti riguardanti la Congrega, risalenti proprio all’Ottocento, periodo in cui Giuseppe Mingione, ricoprì la carica di Priore del Pio Sodalizio. Un documento in particolare ci incuriosì, in quanto si trattava proprio dell’Atto di donazione di diversi oggetti, in eredità ai confratelli di Sant’Antonio. Il documento preso in esame così ha inizio: “Io qui sottoscritto Giuseppe Mingione, del fu Emmanuele, possidente, domiciliato in Casanova, dichiaro di aver fatto a mie spese, ed in diverse volte, nella Congrega di S. Antonio di Padova, di S. Croce, in Casanova, parte della Diocesi di Caserta, un altare di fabbrica, dedicato alla SS. Ma Vergine Addolorata, con l’immagine e reliquia della stessa, con un Crocifisso grande che è in esso soprapposto; due scarabattoli di legno con le statue di Gesù Bambino, e S. Rosa; più quella di S. Antonio Abbate, e S. Teresa; ed il lampadario che è situato in mezzo alla detta Chiesa: tutti questi oggetti sono stati da me fatti a mia devozione dall’anno 1856, fino a tutto l’anno 1870, e desiderando vivamente che la cura ed esistenza che vi esercito, duri sempre anche dopo il mio decesso dai miei eredi legittimi, e per evitare qualunque discordia che potesse suscitare tra questi ultimi e la Congrega stessa, perciò col presente Atto dono volontariamente alla suddetta Congrega di S. Antonio di Padova tutti i suddetti scritti oggetti, che saranno ancora riportati qui appresso con i patti, e condizioni che seguono…”. La presenza della Statua di S. Rosa da Lima, è stata riscontrata fino ad alcune Visite Pastorali dei primi anni del XX secolo, non a caso, oggi questa statua non è più presente in Congrega, forse perché andata distrutta, se non addirittura, trafugata da mani sacrileghe. Stessa sorte avuta per la statua di S. Teresa d’Avila. Neppure la statua della Vergine Addolorata è più presente nella Congrega, probabilmente, perché traslata nella chiesa parrocchiale di Santa Croce, e sostituita con l’effige dell’Immacolata Concezione, ancora oggi posta sull’altare maggiore della Congrega. Questa preziosa testimonianza si conclude così: “Fatto in Casanova Oggi Trentuno Dicembre Milleottocentosettanta: 1870”, segue poi: “Accettiamo con piacere la proposta fatta dal detto Mingione, e obbediamo a quanto sopra detto. E in fede di ciò noi fratelli della Congrega di propria mano firmiamo la presente: Giuseppe Fortuna (I assistente), Tommaso Pettinicchio, Nicola Altiero, Centore Andrea, Centore Raffaele, Pasquale Cepparulo, Fiorillo Carlo, Ferdinando Sibillo. Visto il segretario della Congrega, Michele (cognome purtroppo indecifrabile)”. Da quanto abbiamo letto, possiamo definire il Mingione “filantropo della Congrega”, e proprio per questo motivo, gli oggetti superstiti, da egli donati, devono essere custoditi gelosamente, soprattutto dagli attuali confratelli, che con rammarico, non sono molto attenti alla “loro storia” fatta di fede e devozione.
Sotto il priorato di Giuseppe Mingione, abbiamo riscontrato anche una prima testimonianza riguardante le “uscite” dei confratelli della Congrega, invitati a partecipare con abiti e gonfaloni, ad altre manifestazioni religiosi nel circondario di Caserta. Un amico della frazione casertana di Sala, iscritto all’ Arciconfraternita del SS. Rosario e Anime del Purgatorio, ci comunicò di aver reperito una testimonianza scritta (questo “Memoriale” è conservato presso l’Archivio della Congrega di Sala, pubblicato tra l’altro nel volumetto del prof. Lorenzo Di Donato, intitolato: “Sala e le sue sette chiese, Editrice L’Aperia 2005”) del tutto sorprendente, con cui Giuseppe Mingione, priore della Congrega di Sant’Antonio di Padova, volle esternare la commozione provata, con i suoi confratelli, nel corso della processione del 13 settembre 1885, in onore del martire san Donato. Nel documento viene evidenziato il grande concorso di folla lungo il tragitto della processione, al termine della quale: “Si riportò il Santo nel suo Oratorio […] nonostante la folla immensa che impediva il passo […] preceduti, accompagnati e seguiti da un popolo senza numero […], non solo il priore rimase commosso, ma i Fratelli ancora e quanti assistettero alla solenne festa”, tanto che “il rispettabile vecchio” (cioè Giuseppe Mingione) ebbe a dire: Ah! Da trentasette anni che fò il Priore, non è stato per me un giorno più bello di questo”.
Sappiamo che in città è gelosamente custodita una rarissima fotografia del XIX secolo, raffigurante proprio Giuseppe Mingione, nel corso di una battuta di caccia, e al più presto cercheremo di renderla visibile a tutti, così da dare un volto ad un altro personaggio che ha onorato la storia casagiovese.

(Interno della chiesa dell’ Arciconfraternita di sant’Antonio di Padova,visto dalla Cantoria)
Un personaggio casagiovese: Giuseppe Mingione, priore della Congrega di Sant’Antonio di Padova http://www.vivicasagiove.it/notizie/un-personaggio-casagiovese-giuseppe-mingione-priore-della-congrega-santantonio-padova/
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