A Michele, ricordo indelebile nella storia musicale di Casagiove…
Alla Banda musicale di Casagiove, lustro e vanto di questa città…
Il 7 novembre prossimo, Casagiove sarà attraversata e allietata dalla musica più bella che possa esistere: le marce sinfoniche, un pezzo di storia della nostra civiltà meridionale. Sarà un momento forte e intriso di cultura, poiché le Bande che si esibiranno saranno ben quattro, compresa la “padrona” di casa, l’instancabile Banda musicale casagiovese. Per dare un significato maggiore all’ evento, abbiamo colto l’occasione per esporre, seppur in maniera breve, alcuni spunti storici sull’ evoluzione di questi Complessi musicali, sorti grazie alla spontanea aggregazione di persone che coltivavano questa bellissima esperienza culturale.
A differenza di altri Enti associativi, i Complessi bandistici risultano essere relativamente giovani da un punto di vista istituzionale, poiché le notizie più documentate risalgono a partire dal XIX secolo. Ma la Banda musicale così come la intendiamo oggi, risulta avere origini molto più antiche. A partire dal XIV secolo, presso le Corti e le Signorie, si esibivano alcuni suonatori di strumenti prettamente a fiato, che solitamente accompagnavano gli interminabili banchetti della nobiltà dell’epoca. Soltanto nel XVIII secolo, il numero dei “musicanti” all’interno di queste Orchestre di fiati, aumentò di numero, e i fiati iniziarono ad essere accompagnati dalle percussioni. Le Bande del “Secolo dei Lumi” erano principalmente Complessi che rappresentavano i diversi Regni d’Europa. Nella nostra Penisola, prima dell’unificazione nazionale (1861), lo Stato Pontificio era l’unico che possedeva una Banda che operava “a tempo pieno”, mentre negli altri Regni, le Bande civili, prestavano servizio solamente in determinate occasioni, quali nozze e ricevimenti organizzati dai Sovrani stessi. La Regione del Meridione italiano che è fortemente legata alla tradizione bandistica è la Puglia. Questa Regione possiede un numero esorbitante di Bande musicali, sorte principalmente nel XIX secolo, che da sempre, attraverso l’esecuzione delle soavi marce sinfoniche e soprattutto quelle funebri, hanno reso più suggestivi i lunghi cortei processionali dei Santi Patroni e della Passione di Gesù Cristo. Ogni città pugliese, poi, arriva a possedere più di un Complesso bandistico, dove addirittura si arriva a “gareggiare” per la loro bravura, e qualche volta, perché no, anche per la loro storicità all’interno delle comunità cittadine a cui fanno capo. Anche la provincia di Terra di Lavoro è stata nel tempo rappresentata da diverse Bande, alcune purtroppo estinte a causa dell’incuria umana. Un tassello di storia musicale è stato rappresentato dalla storica Banda di Casapulla, sorta nel 1888, oggi purtroppo dimenticata e gettata nell’oblio. Casapulla non solo ebbe l’onore di avere questa Banda, ma diede i natali anche al celebre compositore Giovanni Orsomando, nato nel 1895, ricordato principalmente per la sua “grande” marcia dal titolo “Cuore abruzzese”. Un’altra Realtà bandistica che per la storicità va ricordata, è la Banda della frazione casertana di Tuoro, sorta nel 1930, durante il periodo fascista. Questa Banda è attualmente esistente, ed opera principalmente nel territorio casertano – tifatino. Sono diverse le Bande musicali che operano nel territorio della provincia di Caserta: Casagiove, Vitulazio e Sessa Aurunca, e quest’ultima in particolare è celebre nell’ accompagnare la processione dei “Misteri” nel Venerdì Santo, intonando le “tristi” marce funebri, lungo le strette strade della cittadina aurunca. Nella cittadina di Prata Sannita, nel 1887, per volere della Congrega di Carità si decise di concedere un prestito a trenta giovani, affinché nel paese si costituisse una banda musicale. Purtroppo questa banda non è più esistente, però gli studi effettuati dall’ avvocato Giacinto Riccio, attestano che nell’ immediato dopoguerra, Prata ebbe addirittura attive due bande musicali (per approfondire si rimanda a: “Giacinto Riccio, Un ponte dal passato”, Lavieri editore 2005). In passato, non è assolutamente vero che i complessi bandistici erano da tutti desiderati, soprattutto durante le feste patronali. E’ il caso di Casagiove, che durante il Secondo conflitto mondiale, non possedeva una banda cittadina, e di certo si faceva “a gara” per chiamare ad esibirsi i migliori complessi operanti nel Sud Italia. In un documento conservato presso l’ Archivio storico diocesano di Caserta, è redatto un regolamento ben preciso per l’organizzazione dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio di Padova nel giugno del 1940. Nell’articolo n°8 è scritto: “Escludere la gara delle bande musicali, la quale arreca inutile spreco di fondi e dà noia al pubblico con pericolo di dissapori che la carità cristiana riprova”. Noi oggi, invece, siamo gioiosi nell’organizzare questo raduno tanto atteso, non solo per rivivere le tradizioni passate, ma anche e soprattutto per “fare scambio culturale” con gli altri amici e colleghi musicanti.
In questo nostro scritto abbiamo sorvolato in maniera “generale” le vicende storiche dell’istituzione “Banda musicale”, con particolare riferimento alla storia bandistica in “Terra Laboris”. Alcune delle Realtà bandistiche a cui abbiamo fatto riferimento, sono sconosciute da un buon numero di persone, e dunque per noi è stato un piacere immenso elencarle, ed automaticamente farle conoscere non tanto come “pezzo d’antiquariato”, bensì per far comprendere come anche esse siano state all’ interno delle nostre città tasselli di vita vissuta.
(Una Banda musicale dell’età moderna, raffigurata in un dipinto del 1616)
La musica “in marcia”. Il percorso storico delle Bande Musicali http://www.vivicasagiove.it/notizie/la-musica-in-marcia-il-percorso-storico-delle-bande-musicali/

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