Tutto iniziò nel 2013 quando, in seguito a delle interviste che lo scrittore Erri De Luca tenne sulla Tav, fu accusato di istigazione a delinquere. Erri De Luca, sempre fermamente contrario alla realizzazione della linea ad Alta velocità in Val di Susa, fu messo sotto accusa in quanto avrebbe istigato al “sabotaggio”. Finalmente ieri é stata emanata la sentenza che lo vede scaggionato, perché “il fatto non sussiste”. Lo stesso De Luca in aula ha tenuto una breve arringa, dove metteva al corrente i giudici sull’utilizzo che lui fa della parola “sabotare”, della sua convinta opinione riguardo la Tav e della censura basata su un articolo costituzionale risalente al 1930. Anche in questa occasione lo scrittore non si é tirato indietro e si é posto in primo piano affermando che: ” la linea sedicente ad Alta velocità va intralciata, impedita e sabotata per leggitima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua.” Molti i sostenitori dello scrittore , tra cui il ministro francese Holland e Renzi, la Feltrinelli e i numerosi lettori che con l’ #IostoconErri hanno seguito assiduamente la vicenda, fino alla conclusione di ieri mattina. Sembra che la giustizia abbia fatto il suo dovere. La libertà di espressione é ciò che rende l’Italia un paese democratico e almeno questo é assodato. La giustizia italiana però dovrebbe impiegare le sue energie in questioni piú importanti. Accusare Erri De Luca di istigazione, lui che ha fatto delle parole il suo pane quotidiano, sembra un controsenso. “Oggi so che in ogni frase pronunciata c’é l’anima di una domanda, allora temevo che in ogni domanda fosse contenuta una risposta che non sapevo riconoscere.” (Non ora,non qui. Erri De Luca)
Processo a Erri De Luca, lo scrittore assolto: "Il fatto non sussiste" http://www.vivicasagiove.it/notizie/processo-a-erri-de-luca-lo-scrittore-assolto-il-fatto-non-sussiste/
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