martedì 20 ottobre 2015

Suburra: la recensione di Mauro Simonetti (dalla Rubrica ‘ViVi il Cinema’)

Suburra

Genere: Crimine, Drammatico, Thriller

Regia: Stefano Sollima

Sceneggiatura: Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo; tratto dal libro di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo

Cast: Pierfrancesco Favino, Claudio Amendola, Elio Germano, Alessandro Borghi, Giulia Elettra Gorietti, Greta Scarano
Anno: 2015

Durata: 130′



Trama:


Roma, 2011. Vengono seguite le vicende di vari personaggi, un politico, un PR, una prostituta e diverse figure di spicco di potenti famiglie criminali, vecchie e nuove, dal 5 fino al 12 Novembre, data fissata come ‘Apocalisse’. Le loro storie di corruzione, violenza e giochi di potere andranno sempre più intrecciandosi l’una con l’altra: nessuno può dire di avere le mani pulite.


Recensione:


Nel 2015, per quanto riguarda la situazione odierna del cinema e della televisione italiani, Stefano Sollima è decisamente una delle boccate d’aria fresca migliori che si potessero chiedere. Realizzatore di prodotti come ‘Romanzo Criminale – La serie‘, ‘Gomorra – La serie‘ e il film ‘ACAB – All Cops Are Bastards‘, Sollima ha subito imposto al suo pubblico una visione precisa, riconoscibile e personale fatta di noir, violenza e compromessi zero, e al pubblico italiano tutto questo sembra non essere sfuggito. Ognuno dei prodotti sopra elencati ha goduto di un notevole apprezzamento di pubblico e critica, primo fra tutti sicuramente ‘Gomorra – La serie‘, quindi si può capire come ci fosse molta aspettativa su quest’ultimo lavoro, ‘Suburra‘: come ogni opera attesa che si rispetti, c’era già chi gridava al capolavoro e chi lo demoliva ancor prima che uscisse, e anche chi, come me, ha storto un po’ il naso alla fin troppo facile assonanza Gomorra/Suburra, se si trattasse di commercialata o coincidenza. Poi, come ogni opera attesa che si rispetti, l’attesa a un certo punto è finita.


Sotto diversi punti di vista, ‘Suburra‘ potrà essere molte cose, ma sicuramente in questa lista di cose non rientra la parola ‘banale’ o ‘deludente’. I fan del regista sicuramente troveranno pane per i loro denti, rivedendo in questa nuova opera tutti i tratti distintivi del loro beniamino, una regia e una fotografia tanto sporche quanto in realtà perfettamente curate nel dettaglio, colpi di scena ben piazzati, svolte improvvise nella trama, e per finire antagonisti oscuri e ben caratterizzati. Ma ‘Suburra‘ non vuole parlare soltanto con il suo pubblico di appassionati: il suo messaggio è, negli intenti, molto più ampio. I personaggi presi a campione nella trama di questo film spaziano in diverse classi sociali, con tutte le differenze economiche, comportamentali e rappresentative che la cosa comporta. Persino ad uno spettatore poco attento risulterà estremamente facile seguire la storia di ognuno dei protagonisti di questo racconto corale, in quanto le caratterizzazioni permettono subito di individuare tutte le informazioni che ci servono di un determinato personaggio in un determinato luogo in un determinato evento, soprattutto quando i fili della trama vengono lasciati e poi più volte ripresi, per poi andare gradualmente ed inesorabilmente ad intrecciarsi. Dall’inizio alla fine del film, ognuno dei protagonisti ha un percorso psicologico preciso e definito, un percorso che lo spettatore accetta come naturale, come perfettamente giustificato se rapportato agli eventi riguardanti il singolo personaggio e contemporaneamente tutti quelli con cui ha avuto a che fare. Uno dei punti forti di ‘Suburra‘ risulta essere, quindi, la sua sceneggiatura, che riesce sempre a tenere viva l’attenzione dello spettatore con cambi di tono inaspettati e una trama particolareggiata


quanto i suoi protagonisti più che tridimensionali, ricchi di sfumature, spunti di riflessione e richiami alla situazione politica attuale. Protagonisti scritti così bene richiedono interpretazioni adeguate, e anche in questo ‘Suburra‘ non è da meno: da Pierfrancesco Favino a Elio Germano passando per Alessandro Borghi, ogni attore riesce a dare il meglio per comunicare tutte le sfumature necessarie dei loro protagonisti multi-faccia. Unica nota di demerito, forse, è Claudio Amendola, che in questo film riesce a dimostrare, si, di saper essere (ogni tanto) un attore come si deve, ma che ormai è diventato troppo riconoscibile come padre de ‘I Cesaroni‘, quindi può risultare effettivamente difficile andare oltre quella faccia (dato che di quel personaggio in particolare, qui non ritroviamo niente). Malgrado ciò, la sua storia e il suo ruolo nel contesto generale del film non vengono per nulla sminuiti, anzi, il personaggio è comunque interessante per il suo background e per le sue scelte etiche poco condivisibili. Ma la vera sorpresa qui è Antonello Fassari, ironicamente anche lui uno degli interpreti de ‘I Cesaroni‘ (ma uno dei migliori, aggiungerei), che qui compare alla fin fine per poco tempo, presentandoci, però, un personaggio estremamente controverso, dal suo passato alle sue azioni; è il protagonista della scena forse emotivamente più forte, cruda e spiazzante dell’intero film, per non parlare delle ripercussioni che questa ha nella trama generale. E statene certi: in quanto a crudezza, violenza ed emozioni, ‘Suburra‘ ha tante cartucce in serbo. Violenza (fisica e psicologica) che viene esaltata anche dalla colonna sonora curata dagli M83, che con i loro suoni di sintetizzatori sognanti ed emotivi, ma allo stesso tempo forti e volutamente ‘ingombranti’ nella scena, danno al tutto un’atmosfera di disagio ancora maggiore.


Suburra‘ è il film di genere che tanti stavano aspettando, di una corrente come il noir che in Italia sembra aver totalmente perso i fasti di un tempo. Si spera che questo film possa riaprire un filone, e possa dare a tanti giovani (e non) registi la possibilità di potercisi cimentare, ognuno con le proprie idee, sperimentazioni e forti messaggi socio-politici, come davvero solo noi sapevamo e potevamo fare. La situazione politica italiana non è mai stata rose e fiori, non lo era negli anni Settanta e non lo è oggi, ma allora c’era un forte spirito critico e una forte voglia di fare cinema controcorrente di genere per raccontarlo: riusciremo a riottenerli entrambi?



Voto finale: 8-/10



Suburra: la recensione di Mauro Simonetti (dalla Rubrica ‘ViVi il Cinema’) http://www.vivicasagiove.it/notizie/suburra-la-recensione-di-mauro-simonetti-dalla-rubrica-vivi-il-cinema/

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