Generazione “#Vitatranquillaebeatasolopelaltri”! Questi siamo noi, stanchi, assonnati, rimbecilliti fino all’osso sacro per il ritmo da Carnevale di Rio che prendono le nostre giornate e le nostre vite, vite che vorremmo tranquille e beate, appunto, e che invece sono più tortuose della Parigi – Dakar fatta col monopattino. Se a tutti i disagi, gli inconvenienti e gli psicodrammi che ci piombano addosso come pacchi di Natale caduti dalla slitta di Santa Claus senza che lui lo volesse realmente, ci aggiungiamo il carico emotivo ed esasperante prodotto dalla creatura più contorta che la Natura abbia deciso di mettere sul pianeta: la mamma! Qualcuno potrebbe dire: “Anche tu sei una mamma!”… Come no, ma grazie al cielo i 32 anni quasi che mi separano dal mio pupottolo non saranno MAI come i 33 anni che separano la mia di mamma da me! Altra testa, altro vissuto, un abisso socio-culturale che mi da l’impressione che i mq della cucina in realtà siano km che separano Napoli da Katmandu. Dicevamo della vita tranquilla e beata… Ma de che, direbbero nella Capitale! La sottoscritta, pendolare da anni 7, che sogna una restante giornata post trauma da Roma andata e ritorno, al ritorno, appunto, se la deve vedere con l’amorevole Cerbero che si prende cura del suo scatenato pargolo di anni 3 e ½. La sottoscritta e la sua mammetta, infatti, sono, in uno stato di Guerra Fredda che manco USA e URSS nel ’47. La stanchezza, l’età, gli acciacchi (mica solo i suoi, io a 36 anni PARO la nonna Abelarda!), la pazienza di entrambe messa a dura prova dalla complicata situazione, fa non solo dare quasi di matto ma, ultimamente, fa concepire pensieri altamente infiammabili, soprattutto da parte dell’apprensiva e retrò mamy verso la sfigatissima figlia. Nella fattispecie: dopo 6 anni di onorato servizio in jeans e scarponcioni alla Reinhold Messner, la giovane ha deciso, per le sue trasferte, di indossare ogni tanto qualche gonnella e alzare un pochino pochino il livello delle scarpe, di schiarirsi il capello per illuminare il viso e, sacrilegio, di farsi un tatuaggio (manco fossi la figlia segreta di Satana!). APRITI CIELO! “Mia figlia – avrà senza dubbio pensato lei, senza il coraggio di rivelarsi – ha perso la testa o ha un amante fuori sede!”. La “SCIURA” non lo dirà MAI, la figlia la conosce fin troppo bene… Ma, si meglio andare a scuola vestita come un minatore e con l’aria da Bambi o Calimero…
“Cattivi pensieri della mamma di una pendolare” http://www.vivicasagiove.it/notizie/cattivi-pensieri-della-mamma-di-una-pendolare/
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