La parola Carnevale deriva dal latino “carnem levare” (eliminare la carne) che stava a indicare la fine di un periodo di festa e di banchetti, usuali in tutt’Italia, in cui si era soliti mangiare abbondantemente carne di maiale, prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima. I festeggiamenti maggiori sono soliti ancora oggi il giovedì grasso e il martedì grasso, ossia l’ultimo giovedì e l’ultimo martedì prima dell’inizio della Quaresima. In particolare il martedì grasso è il giorno di chiusura dei festeggiamenti carnevaleschi, dato che la Quaresima inizia con il mercoledì delle ceneri. Il periodo del Carnevale è solito iniziare il giorno di Sant’Antuono (17 Gennaio) ed ha un periodo oscillante, muta di anno in anno, a seconda della data in cui cadrà la Pasqua. Quest’anno è davvero breve, infatti si concluderà il prossimo martedì 9 Febbraio. E’ un periodo che si contraddistingue per il travestimento in maschera. Tante sono le feste, le parate, le sfilate che vengono organizzate in ogni città coinvolgendo grandi e piccini con le loro colorate, allegre e simpatiche mascherine. Numerosi i carnevali famosi in Italia basta ricordare quello di Viareggio con i carri allegorici in cartapesta, quello storico di Ivrea, con la battaglia delle arance, quello di Venezia, la famosa laguna italiana, ricco ed aristocratico, qui le calli e i campielli si animano di misteriose e affascinanti figure in costume col viso mascherato, il più vicino a noi, il Carnevale di Capua con i noti carri allegorici o famosissimo nel mondo, quello di Rio de Janeiro. Un ruolo importante spetta alle maschere carnevalesche, ingrediente essenziale dell’alterità, del rovesciamento dei ruoli, di alter ego portati in scena, di esilaranti travestimenti, tipico del periodo festivo. Ogni città ha la sua maschera. Ricordiamo: Arlecchino di Venezia, con la sua maschera nera e il suo abito a multicolore, Pulcinella di Napoli, col volto metà bianco e metà nero e una tunica bianca, Balanzone di Bologna, elegantemente vestito, e poi Rugantino, Pantalone, Gianduia, Colombina… per terminare con gli ultimi idoli dei bambini: Masha e Orso, la Principessa Frozen, Sophia o i buffi Minions. La rappresentazione, il “Processo a Carnevale” è tra i festeggiamenti carnevaleschi più diffusi, infatti lo ritroviamo in molte regioni italiane ancora oggi. Dopo il testamento del Carnevale, al quale si addossano tutti i mali del vecchio anno, si usa metterlo a morte. L’uccisione può avvenire per impiccagione o decapitazione, momento culminante del dramma, ma la forma più usuale portata in scena in molte località è la messa al rogo del fantoccio di Carnevale. E qui, in città cosa si farà?! Continua a seguirci e lo scoprirai.
Carnevale: tradizioni, costumi e maschere http://www.vivicasagiove.it/notizie/carnevale-tradizioni-costumi-e-maschere/
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