“La storia è testimonianza del passato, luce di verità, vita della memoria, maestra di vita, annunciatrice dei tempi antichi.”
(Cicerone)
Ai parroci casagiovesi di ieri e di oggi.
La Solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo è una delle principali celebrazioni dell’Anno Liturgico. Questa Solennità dovrebbe celebrarsi il giovedì successivo alla festa della Santissima Trinità, oppure, come in Italia, la domenica successiva. La celebrazione consiste nel portare processionalmente, l’ostensorio contenente l’ostia consacrata ed esposta alla pubblica adorazione, in cui viene adorato Gesù Cristo vivo e vero, attraverso il Santissimo Sacramento. In ogni città tale Solennità è vissuta in comunione tra tutte le chiese e le parrocchie del luogo, ma Casagiove è un’eccezione al riguardo. Fino a non troppi anni or sono la processione del Corpus Domini, si svolgeva in ogni parrocchia cittadina, ognuna “per conto proprio”. Oggi le cose sono un po’ cambiate: nonostante si svolga una sola processione cittadina, a cui prendono parte le quattro comunità parrocchiali (San Michele Arcangelo, Santa Croce, Santa Maria della Vittoria, San Francesco da Paola), le quattro Arciconfraternite cittadine (San Michele Arcangelo, Sant’Antonio di Padova, SS. Rosario e Anime del Purgatorio, Immacolata Concezione), tutte le Associazione cattoliche laicali, le Autorità civili con tanto di gonfalone comunale, la Parrocchia del rione di Coccagna, segue ancora la vecchia consuetudine di fare la processione che attraversa le sole strade del rione casagiovese. Gli uomini, almeno in passato, neppure nel corso della Solennità del Corpus Domini, dimostravano un briciolo di umiltà, peccando sempre di superbia. Tale comportamento è stato riscontrato soprattutto tra i sacerdoti, e non tanto tra i laici. La vicenda che andremo a presentare, è fatta principalmente da testimonianze scritte, tutte custodite presso l’Archivio storico diocesano di Caserta. Coloro che hanno il piacere di leggere i nostri scritti, in parte “inediti”, ricorderanno sicuramente quello riguardante le “questioni di precedenza tra confranti e sacerdoti” (si rimanda a: http://www.vivicasagiove.it/notizie/una-storia-casagiovese-questioni-di-precedenza-tra-confrati-e-sacerdoti/), che avvenivano nel corso delle solenni funzioni religiose, come nel nostro caso, la processione del Santissimo Sacramento. Nell’ Archivio storico diocesano di Caserta, un fascicolo in particolare, contiene delle utili informazioni per ricostruire la presente storia: “1943. Parrocchia di S. Croce in Casagiove. Vertenza processione Corpus Domini con la parrocchia di S. Michele Arcangelo” (ASDC I.08.03./229. Si veda pag. 221 dell’Inventario dell’Archivio). Tale Fascicolo contiene una serie di testimonianze scritte, con tanto di testimoni oculari. La nostra storia ha inizio nel XIX secolo, poiché da una lettera datata 24 agosto 1943, scritta dall’allora Amministratore Apostolico della Diocesi di Caserta, mons. Pietro Gagnor, veniamo a conoscenza che: “…nel 1840, essendo sorta una questione tra i Parroci di S. Michele e di S. Croce circa la processione del Corpus Domini, il Sindaco locale ricorse all’ Intendente di Terra di Lavoro, il quale stabilì che si facesse per le due Parrocchie una sola processione, la quale percorresse tutte le vie del paese. Ma il Parroco di S. Croce, Gian Battista Massano, non accettò la determinazione dell’Intendente e notificò al Sindaco che egli intendeva continuare a seguire l’antica consuetudine di fare la processione per conto proprio per le vie della sua Parrocchia.”. Ma ben trent’ anni dopo, si trovò finalmente una soluzione al problema. “Nel 1870 poi, il Parroco di S. Croce, avendo il pallio (o baldacchino) in cattivo stato chiese l’aiuto del Comune per provvederne un altro, e non avendolo ottenuto, fece un accordo provvisorio col Parroco di S. Michele, di fare per le due chiese un’unica processione, che percorresse le vie delle due Parrocchie, ma alla condizione che ciascun Parroco portasse il SS. Sacramento nei limiti della propria giurisdizione.”. La processione con la partecipazione di tutte e due le parrocchie casagiovesi non ebbe vita lunga, “…poiché nel 1873 il Parroco di S. Croce Cepparulo non figura più in modo alcuno nella processione di S. Michele: come attestano due vecchi Sacerdoti di Casagiove, testimoni oculari. Il Cepparulo fu Parroco dal 1873 al 1917.”. Del tutto sorprendente, appare la testimonianza datata 16 maggio 1943, della Signora Filomena Memeo, scritta alla presenza di alcuni testimoni, in quanto la testimone risultava essere “analfabeta”. La Signora Memeo ci informa che: “La sua nonna Filomena Marchese, nata nell’ anno 1840 e morta nel 1912, le diceva che dalla Chiesa di S. Croce, nel giorno della festa del Corpus Domini, usciva la processione del SS. Sacramento, che girava per le vie del rione S. Croce, entrando anche nella vicina Caserma per via S. Croce e uscendo per via Quartiernuovo. Anche la Parrocchia di S. Michele faceva la processione del Corpus Domini, che girava per le vie della stessa Parrocchia. Finché, verso il 1870, si cominciò a fare una sola processione per tutte e due le Chiese, che usciva da S. Michele e girava anche per le vie di S. Croce; però il Parroco di S. Croce aspettava al principio delle vie della sua Parrocchia e sosteneva lui l’Ostensorio mentre la processione era nel suo territorio, e poi si ritirava. E questo durò diversi anni.”. Tra le diverse testimonianze rilasciate all’ epoca, figura anche quella datata 12 luglio 1943, del sacerdote don Mattia Zampella: “Io qui sottoscritto Parroco di Centurano, avendo governata la Parrocchia di S. Croce in Casagiove di Caserta dal 1917 al 1937, dichiaro quanto segue. Nel 1920 il Parroco della Parrocchia di S. Michele, in occasione della sua processione del Corpus Domini, venne da me e mi disse: possiamo aver l’onore di vedervi con noi in processione? Ringraziando dell’invito accettai. E da quell’anno ho preso quasi sempre parte a tale processione, anche con l’attuale Parroco di S. Michele D. Salvatore Mingione, senza però alcun carattere di obbligatorietà e per pura devozione e cortesia.”. Sulla questione relativa alla processione del Corpus Domini, entrarono in gioco anche i rappresentanti delle Confraternite cittadine. L’allora Priore dell’Arciconfraternita di Sant’Antonio di Padova, Nicola Sibillo, con lettera testimoniale del 25 luglio 1943, tenne a precisare che: “Io sottoscritto, Priore della Confraternita di S. Antonio di Padova in Casagiove di Caserta, attesto, come risulta dalle memorie dell’archivio, che la nostra Confraternita ha preso molte volte parte alla processione del Corpus Domini della Chiesa di S. Michele Arcangelo; ma lo ha fatto a sbalzi, ora intervenendo ora non intervenendo, secondo che le relazioni col Parroco di S. Michele erano buone o meno. Ma l’intervento non ebbe mai carattere di obbligo, né fu mai comandato dai Superiori, ma fu sempre spontaneo da parte della Confraternita.”. Il mese successivo, il 10 agosto 1943, anche l’allora Segretario dell’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione del villaggio di Coccagna, don Pasquale Vitale, si fece sentire: “Il Segretario della Confraternita dell’Immacolata Concezione di Cuccagna in Casagiove attesta come detta Confraternita non ha alcun obbligo di intervenire alla processione del Corpus Domini della Parrocchia di S. Michele Arcangelo; perché in riguardo nulla appare né dalle tavole di fondazione, né da alcuna deliberazione, né da alcuna consuetudine. Da pochi anni vi prende parte una rappresentanza di propria volontà.”. Del tutto singolare e particolareggiata è la “Deposizione” datata 15 maggio 1943, lasciata dal signor Antonio Mingione. Il testimone racconta che verso il 1905, ebbe modo di parlare col Cavalier Giuseppe Menditti, “patrizio e galantuomo di vecchio stampo, persona facoltosa, ex maggiore della Guardia Nazionale, più volte amministratore e Sindaco di Casagiove”, che gli riferì alcune informazioni sulla faccenda della processione del Corpus Domini. Il Menditti, infatti, riferì al Mingione che: “quest’uso di due distinte processioni fu tolto, perché a quell’epoca (verso il 1870) il Parroco di S. Croce. Rev. Natale, si recò da lui (il suddetto Giuseppe Menditti) Sindaco, pregandolo di interporre i suoi buoni uffici perché il Consiglio Municipale erogasse a favore della Parrocchia di S. Croce una somma per fare un nuovo pallio (baldacchino) per le processioni, perché quello esistente, per vetustà, era ridotto in brandelli e le aste quasi rotte. Ma a questo egli obbiettò che il Comune, benché senza debiti, non era in grado di farlo e di accontentare i desideri del Parroco, e prego di tralasciare provvisoriamente la sua processione del Corpus Domini, anche perché il Comune, che aveva la lodevole abitudine di mandare i suoi rappresentanti alle due processioni, certe volte si trovava in imbarazzo nello scegliere tra i Consiglieri Comunali chi doveva partecipare alle due processioni.”
In questo scritto abbiamo dato voce ai personaggi dell’epoca, protagonisti veri propri della nostra storia cittadina. Se oggi abbiamo potuto mettere nero su bianco una piccolissima parte di memorie locali, questo lo dobbiamo alla sensibilità dei nostri predecessori, che lasciandoci in eredità testimonianze scritte riguardanti il territorio in cui viviamo, hanno fatto sì che le “patrie memorie” non fossero gettato nel “dimenticatoio”.

(Processione del Corpus Domini a Casagiove. Anno 2014. Foto di Giuseppe Paolino)
“Tantum Ergo Sacramentum”: testimonianze documentarie sulla processione del Corpus Domini a Casagiove http://www.vivicasagiove.it/notizie/tantum-ergo-sacramentum-testimonianze-documentarie-sulla-processione-del-corpus-domini-casagiove/
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