CASAGIOVE. Le consuetudini si frappongono alle leggi ed ai regolamenti e, senza dubbio, si scivola nell’abusivismo, una matrice del degrado cittadino. Questa volta, perché sollecitati da non pochi nostri concittadini, parliamo degli avvisi necrologici o manifesti funebri.
Nessuna responsabilità deve e viene addotta ai familiari e parenti dei de cuius, ma alle Agenzie addette ai Servizi Funebri una tiratina di orecchi deve essere fatta! In primo luogo occorre dare una definizione che consenta di individuare la fattispecie in modo non equivoco: si definiscono “annunci mortuari” gli avvisi, i manifesti che vengono affissi, di norma in appositi spazi, altre volte in prossimità di luoghi di culto, altre ancora in luoghi non espressamente definiti, ma comunque “strategici” ed aventi come contenuto l’annuncio del decesso, contestualmente alle notizie circa il luogo ed il tempo delle esequie, o dei riti comunque previsti, nonché del luogo e tempo della sepoltura. Sulla affissioni degli avvisi funebri, il problema è annoso.
Il D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 prevedeva l’introduzione di un obbligo di messa a disposizione di specifici spazi, destinati a determinate affissioni da parte di specifici soggetti, con le modalità stabilite dallo stesso D.Lgs. 15/93 n. 507 ma, anche, dai regolamenti comunali, senza che fosse ammesso l’intervento del personale operante nel servizio comunale di pubbliche affissioni.
Spesso i giornali locali, proprio perché più vicini alla dimensione del vivere quotidiano hanno pubblicato curiose inchieste sulle guerre sommerse tra diverse imprese funebri pur di accaparrarsi il funerale. Il casus belli, sempre più spesso è rappresentato dagli avvisi murali. Pare che per procacciarsi il poco spazio disponibile nelle bacheche comunali i manifesti vengano strappati con furiosa solerzia, anche prima dei giorni canonici di esposizione. Altri impresari furbastri, invece, stampano necrologie formato “lenzuolo” così da coprire l’intera bacheca e costringere i concorrenti ad emigrare verso tabelloni più periferici e, quindi, meno visibili. Purtroppo l’epigrafe è, ormai, diventata l’unico biglietto da visita per le ditte, spesso accanto al nome del defunto o nella cornice campeggia il logo dell’agenzia, ovvero il suo stemma. Il necrologio perde allora la sua funzione tipica di pubblicità-notizia, e diventa, in modo surrettizio, un’informazione di tipo commerciale pagata inconsapevolmente dalle famiglie. Qualche lettore particolarmente attento si è accorto di questa stortura e della pratica vandalica di apporre manifesti a lutto su tutto il territorio cittadino senza risparmiare serrande, pali, cabine elettriche, telefoniche e muri. ViviCasagiove sempre attento alle problematiche presenti in città invita a meditare sul rituale dell’affissione abusiva da parte delle agenzie funebri che continuano a “sporcare” la nostra città ed invita ad adottare le sanzioni previste.
Manifesti funebri ovunque affissi abusivamente in città. Non c"è più rispetto neanche per i morti http://www.vivicasagiove.it/notizie/manifesti-funebri-ovunque-affissi-abusivamente-citta-non-ce-piu-rispetto-neanche-morti/
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